Sospensione condizionale della pena subordinata al risarcimento del danno: le Sezioni Unite si pronunciano sul termine entro cui provvedere

Paolo Grasselli • 23 maggio 2022

Corte Cass., Sezioni Unite, 23 giugno 2022

Si segnala la sentenza in oggetto, con la quale le Sezioni Unite si esprimono sulla dibattuta questione del termine entro cui provvedere qualora la sospensione condizonale della pena fosse subordinata al arisarcimento del danno in favore della persona offesa

Un primo orientamento può essere rappresentato dalla I Sezione Penale, la quale con la sentenza n. 2886/22, richiamando altre recenti decisioni, sostiene la tesi secondo cui in caso di concessione del beneficio della sospensione condizoinale della pena subordinata al pagamento di una somma liquidata a titolo di riscarimento del danno, il termine entro il quale l'imputato deve provvedere all'adempimento dell'obbligo risarcitorio, qualora non sia stato fissato in sentenza dal giudice della cognizione, coincide con quello del passaggio in giudicato della senteza stessa, trattandosi di obbligazione pecuniaria immediatamente esigibile.

Secondo un differente filone interpretativo, invece, il termine entro cui deve essere adembiuta l'obbligazione civile alla quale è subordiato il beneficio ex art. 163 c.p., in caso di mancata fissazione da parte del giudice di merito, deve identificarsi nel termine finale di operatività della sospensione previsto dalla norma stessa, quindi pari a due o cinque anni.

Per tali motivi, sempre la Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 05813/22, rimetteva la questione alle Sezioni Unite, le quali, all'udienza del 23 giugno 2022, hanno sancito il principio di diritto per cui: "In caso di sospensione condizionale della pena subordinata all’adempimento di un obbligo risarcitorio, il termine entro il quale l’imputato deve provvedere allo stesso, che costituisce elemento essenziale dell’istituto, va fissato dal giudice in sentenza ovvero, in mancanza, dal giudice dell’impugnazione o da quello della esecuzione. Qualora il termine non venga fissato, lo stesso coincide con la scadenza dei termini di cinque o due anni previsti dall’art. 163 cod. pen.".

Si resta in attesa del deposito delle motivazioni.

Stalkin
Autore: Studio Legale Grasselli 6 luglio 2026
Cass. Pen., sentenza n. 24298/2026
ConAppMe
Autore: Studio Legale Grasselli 1 luglio 2026
L'istituto della messa alla prova può essere concesso in presenza di circostanze aggravanti ad effetto speciale
Autore: Studio Legale Grasselli 24 giugno 2026
Cossazione Penale n. 23006/2026
Autore: Studio Legale Grasselli 29 settembre 2023
D.M. 31 agosto 2023 Ministero dell'Economia
Autore: Studio Legale Grasselli 18 agosto 2023
Secondo la Corte di Cassazione, in caso di messa alla prova nell'ambito dei reati in materia edilizia, oltre allo svolgimento di lavori socialmente utili, è necessario rimuovere l'opera abusiva ovvero provvedere alla sua riconduzione alla legalità.
Autore: Paolo Grasselli 20 luglio 2023
La riforma Cartabia interviene sull'art. 131 bis c.p., da un lato ampliandone la portata applicativa e dall'altro invitando alla valutazione della condotta susseguente al reato. Sull'argomento inizia a svilupparsi un primo orientamento da parte della Corte di Cassazione.
Autore: Paolo Grasselli 17 maggio 2023
Il Ministero della Giustizia adegua la soglia di reddito richiesta per accedere al patrocinio a spese dello Stato
Corte Costituzionale - patrocinio a spese dello stato - art. 73, comma 5, D.P.R. 309/90
Autore: Paolo Grasselli 20 febbraio 2023
La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la preclusione al apatrocinio a sepse dello Stato ai soggetti già condannati per il reato ex art. 73, comma 5, D.P.R. 309/90, qualora ricorrano le ipotesi aggravate previste dall'art. 80, comma 1, lettere a) o g) del medesimo T.U., per infondata presunzione di superamento dei limiti di reddito per l'ammissione al beneficio.
Cassazione - Non punibilità per particolare tenuità del fatto
Autore: Paolo Grasselli 5 settembre 2022
Cass. Pen., Sez. IV, del 10 marzo 2022, n. 8302
Autore: Paolo Grasselli 9 giugno 2022
Corte di Cassazione, Sezione Unite Penali, sentenza n. 04616/22
Altri post