Cannabis: la coltivazione per uso personale non costituisce reato
Paolo Grasselli • 9 giugno 2021
Corte Suprema di Cassazione - Sezioni Unite Penali - sent. n. 12348/20
Riportiamo un'importante pronuncia della Suprema Corte di Cassazione nella sua massima espressione, con la quale dirime una questione giuridica particolarmente dibattuta, ovvero se anche per la coltivazione di cannabis possa essere invocato l'uso personale, escludendo pertanto qualsiasi tipo di responsabilità penale riconducibile all'art. 73 del D.P.R. 309/90.
Gli Ermellini, infatti, chiamati a dare un'interpretazione unitaria a fronte di due orientamenti giurisprudenziali e dottrinali disomogenei, sono intervenuti a Sezioni Unite con la sentenza n. 12348/20, con la quale hanno espresso il principio diritto per cui non sono riconducibili all'ambito di applicazione della norma penale, le attività di coltivazione di minime dimensioni svolte in forma domestica, che, per le rudimentali tecniche di utilizzazione, lo scarso numero di piante, il modestissimo quantitativo di prodotto ricavabile, la mancanza di ulteriori indici di un loro inserimento nel mercato degli stupefacenti, appaiono destinate in vi esclusiva all'uso personale del coltivatore.

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D.M. 31 agosto 2023 Ministero dell'Economia

La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la preclusione al apatrocinio a sepse dello Stato ai soggetti già condannati per il reato ex art. 73, comma 5, D.P.R. 309/90, qualora ricorrano le ipotesi aggravate previste dall'art. 80, comma 1, lettere a) o g) del medesimo T.U., per infondata presunzione di superamento dei limiti di reddito per l'ammissione al beneficio.

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Corte di Cassazione, Sezione Unite Penali, sentenza n. 04616/22




